Come diventa avvocato al femminile?

Domanda di: Cirino Serra  |  Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2026
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Il termine corretto e grammaticalmente declinato al femminile per la professione di avvocato è avvocata. Sebbene in passato l'uso del maschile "avvocato" fosse prevalente, la forma "avvocata" rispetta le regole della lingua italiana, dove i nomi terminanti in -o al maschile passano in -a al femminile. Sebbene talvolta usata, la forma "avvocatessa" è meno comune.

Come è corretto chiamare un avvocato donna?

L'avvocato è un nome di genere mobile, cioè declinabile sia al maschile che al femminile. Di conseguenza, secondo la grammatica italiana, se a svolgere la professione legale è una donna, l'appellativo più corretto è avvocata, non certamente avvocato, che risulta grammaticalmente scorretto, e nemmeno avvocatessa.

Quanto guadagna un avvocato femmina?

Le donne di 30-34 anni che esercitano la professione dichiarano un reddito medio Irpef di 17.570 euro annui, a fronte dei 23.984 euro annui dichiarati dai colleghi uomini. Nella fascia 50-54 anni, le cifre salgono a 33.429 € per le donne e 51.375 € per gli uomini.

Da quando si dice avvocatessa?

“Avvocatessa” compare invece solo nella quinta edizione del 1923, dove è indicato come voce scherzosa, mentre la definizione di “Avvocata”, sulla stessa edizione, parte così: “femm. di avvocato”.

Come ci si rivolge a una donna avvocato?

Questa persona può essere un uomo o una donna, e in questo caso si dovrebbe chiamare avvocata, ma molti preferiscono usare le parole avvocato, avvocato donna, donna avvocato, avvocatessa (ma è meglio non usare quest'ultima parola, che può avere un tono offensivo o scherzoso).

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