I blister sono principalmente formati da due componenti: la cavità che è costituita da un materiale deformabile, come plastica e alluminio, ed è ottenuta tramite il riscaldamento del materiale deformabile nella fabbrica oppure per mezzo di strumenti meccanici.
Il processo di produzione si svolge prevalentemente ad alte temperature: una pellicola di plastica avvolta su di una bobina viene srotolata e condotta in una “stazione di preriscaldamento”. Qui viene portata ad una temperatura variabile a seconda del materiale, in modo da rendere la plastica più tenera e malleabile.
Le confezioni di carta e cartone vanno smaltite nella CARTA; mentre i blister in plastica e metallo vanno buttati nella PLASTICA. Nel caso di medicinali liquidi, conferiamo l'intero contenitore di vetro nell'apposito contenitore presso le farmacie.
L'invenzione delle scatole blister, o bivalve, è attribuita a Thomas Jake Lunsford, anche se lui le chiamò “Sistema di packaging ed esposizione separabile” quando ne registrò il brevetto il 15 settembre 1976.
Il blister è un tipo di confezione in plastica precostruita e usata per contenere piccoli oggetti. Grazie alle sue caratteristiche di leggerezza, maneggevolezza e protezione del contenuto, i blister vengono spesso usati come contenitori monodose di farmaci.