L'aborto, inteso come interruzione volontaria di gravidanza (IVG), ha una storia millenaria che risale alle antiche civiltà (Egitto, Grecia, Roma), dove si utilizzavano erbe, pozioni o metodi meccanici rudimentali. In Italia, la pratica è rimasta clandestina e punita penalmente fino al 1978, quando la Legge 194 ha regolamentato l'aborto sicuro nelle strutture pubbliche.
La prima testimonianza scritta di aborto risale al 1550 a.C. e si trova nel Papiro Ebers. In Egitto le pene inflitte, elencate nel Codice di Hammurabi, variavano a seconda del ceto sociale della donna.
Cosa si faceva per non avere gravidanze nell'antichità?
In ogni caso la materia era considerata una questione di medicina. I papiri medici dell'antico Egitto citano sistemi contraccettivi o abortivi basati sull'impiego di erbe o altre sostanze, che a volte erano usate nei pessari, dei dispositivi ad anello progettati per essere inseriti nella vagina.
Come si chiamavano le donne che facevano abortire?
Mammana. Mammana è un termine originario dell'Italia centro-meridionale, utilizzato in passato come sinonimo di levatrice ed anticamente anche per riferirsi alle tenutarie delle case di tolleranza. I ferri da maglia, strumenti di fortuna usati dalle mammane per procurare l'aborto.