Giacomo Leopardi (1798-1837) fu un uomo segnato da gravi problemi fisici insorti dopo i 16 anni, inizialmente gracile ma vivace. La sua salute fu compromessa da una probabile spondilite anchilopoietica giovanile, una rara malattia degenerativa che gli causò una vistosa deformità spinale (cifosi dorsale o "gobba").
Secondo il medico, direttore del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale San Gerardo-Università Bicocca di Monza, il poeta sarebbe stato affetto da spondilite anchilopoietica giovanile, una rara malattia che si palesa dopo il sedicesimo anno di età.
“Dalle lettere sappiamo che Leopardi non è nato gracile e gobbo, anzi il fratello Carlo lo descrive come un bambino vivace e leader nei giochi” – spiega ancora Sganzerla al Corriere – “La deformità spinale, una cifosi dorsale, insorge dopo i 16 anni come si trova conferma nelle parole del marchese Filippo Solari che ...
«Leopardi è piccolo e gobbo, il viso ha pallido e sofferente [...] fa del giorno notte e viceversa [...] conduce una delle più miserevoli vite che si possano immaginare.
Non era malato di tubercolosi ossea, non è morto a causa del colera: Giacomo Leopardi era affetto dauna rarissima malattia genetica, la spondilite, artrite degenerativa. L'ipotesi arriva dall'università di Milano Bicocca.