Si andava a scuola a piedi, non c'erano gli scuolabus. Le aule erano scaldate da una stufa a legna. In classe eravamo 30 bambini con una maestra sola. Il materiale scolastico era costituito da: quadernino a righe e a quadretti, sillabario, penna, pennini.
Ogni alunno aveva una cartella di cartone o di cuoio contenente un semplice corredo scolastico: qualche libro, un quaderno a righe ed uno a quadretti, spesso con la copertina nera, ed un astuccio di legno, in cui a volte il coperchio era graduato e serviva anche da righello, con all'interno una matita, una gomma ed un ...
— erano distribuiti in ordine di statura, cosicché i più alti e, molto spesso, i meno svegli, finivano in fondo all'aula nei banchi più alti. Ma accadeva anche che uno scolaretto piccolino, ma meno sveglio, fosse mandato in fondo all'aula nei banchi più alti, tanto che, quasi quasi, scompariva alla vista.
«Era una scuola più selettiva, era anche il rapporto fra famiglia e scuola ad essere diverso: la famiglia non dava mai ragione al figlio, adesso invece è spesso il contrario, i professori sono messi sotto accusa. C'erano anche allora scuole buone e meno buone, professori bravi e meno bravi.
Le prime a nascere furono le scuole parrocchiali, che sono attestate almeno dal VI secolo, esse davano un'istruzione limitata, ma erano comunque le uniche accessibili, per quanto la maggioranza delle famiglie non potesse permettersi di rinunciare al lavoro dei figli anche in giovanissima età.