Domanda di: Dott. Manfredi Bruno | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2026 Valutazione: 4.1/5
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Dante esce dalla selva oscura (simbolo di peccato e smarrimento morale) grazie all'intervento provvidenziale di Virgilio, inviato da Beatrice. Il poeta romano gli mostra che l'unica via per la salvezza non è l'ascesa diretta al colle illuminato (bloccato dalle tre fiere), ma un doloroso percorso attraverso l'Inferno e il Purgatorio.
Dante la descrive come selvaggia, aspra e forte, tanto amara che la morte lo è poco di più. Da essa esce quando si ritrova ai piedi del colle, simbolo della felicità terrena, la cui ascesa gli è però impedita dalle tre fiere.
Che cosa impedisce a Dante di uscire dalla selva oscura?
Là dove 'l sol tace: nella “selva oscura”. La bramosia rappresenta, secondo Dante, un serio impedimento per la risalita del colle, cioè l'uscita dal peccato.
Il poeta si ritrova improvvisamente in una “selva oscura”, un luogo inquieto e disorientante che non è solo uno scenario naturale, ma un simbolo potente: rappresenta la crisi interiore, lo smarrimento morale e la condizione di peccato in cui l'uomo può cadere quando perde la “dritta via”.
Egli si trova di fronte la più orribile delle bestie: Lucifero. Viene aiutato da Virgilio a passare oltre, per cominciare la scalata al monte del Purgatorio. L'anima di Virgilio: a fatica si arrampica sul corpo peloso di Satana, portandosi Dante in spalla, per condurlo fuori dall'Inferno.