Come faccio a sapere se ho la diastasi?

Domanda di: Sig. Sirio Grasso  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Si parla di diastasi quando:
  1. la separazione tra i retti al tatto è larga almeno 2-3 dita;
  2. non si riduce considerevolmente se si aumenta la contrazione degli addominali (anche se in alcuni casi potrebbe chiudersi completamente in contrazione);
  3. si nota una piccola escrescenza che fuoriesce.

Chi ti diagnostica la diastasi?

A chi rivolgersi

“Quando c'è il sospetto di una diastasi addominale conviene sempre approfondire la diagnosi con una visita specialistica dal ginecologo ed effettuare esami strumentali di verifica, come l'ecografia addominale o, nei casi più dubbi, una risonanza magnetica”.

Che dolori porta la diastasi?

La diastasi, di per sé, è un processo fisiologico, normale: a patto che si risolva entro 12 mesi dal parto. La diastasi può causare mal di schiena, incontinenza, nausea e dolori addominali.

Perché viene la diastasi?

La diastasi addominale è una conseguenza principalmente della gravidanza. La causa è dovuta allo stiramento del muscolo retto addominale, operato dall'interno, dall'utero in continuo accrescimento. La gestazione è infatti una delle cause principali della separazione dei muscoli retti addominali.

Cosa peggiora la diastasi?

Allenarsi male è un fattore di rischio. Si attribuisce un aumento del rischio di diastasi anche alla debolezza dei muscoli addominali e all'esecuzione eccessiva di esercizi non consigliabili per il potenziamento dei muscoli addominali dopo il primo trimestre di gravidanza.

DIASTASI ADDOMINALE? Come riconoscerla, valutarla e curarla.