Quando Amberiotis viene trovato morto nella sua stanza d'albergo per un'overdose di Novocaina e Sainsbury-Seale scompare, Poirot amplia giustamente la sua lista di sospetti e collega il crimine a eventi accaduti in India 12 anni prima. Poirot consegnerà il colpevole nelle mani delle autorità.
DOPO venticinque anni di onorata carriera televisiva Hercule Poirot va in pensione. Anzi, a voler essere precisi, muore, fa la fine che per lui ha previsto la sua autrice, Agatha Christie, nell'ultima delle storie che lo vede protagonista, Curtain, in italiano Sipario.
Fu una sorta di colpo di fulmine, anche se non certo una questione d'amore: lui non si sa che fine fece; lei tempo pochi anni e sarebbe divenuta, da Miller che era, la Signora Christie. Poirot non ha mai saputo farci molto, con l'altro sesso.
Mentre il detective belga sta godendosi una serata al Caffè Pleasant di Londra, la sua cena viene turbata dalla confessione di una donna che gli preannuncia che sarà assassinata. Poirot non fa in tempo a raccapezzarsi che tre altri personaggi vengono assassinati nell'elegante Hotel Bloxham.
Semplice! Hercule Poirot era un rifugiato. Esattamente come i siriani, gli afghani, gli eritrei della nostra contemporaneità. Agatha Christie aveva incontrato un rifugiato belga a Torquay, sua città Natale, e da lì le era nata l'idea del suo detective baffomunito.