I moti del 1848 si conclusero quasi ovunque con un fallimento sostanziale entro il 1849, a causa delle profonde divisioni tra le forze rivoluzionarie (borghesia moderata contro operai/democratici) e la reazione armata dei sovrani. Nonostante le sconfitte militari, la "Primavera dei popoli" pose fine all'assolutismo puro, introducendo costituzioni e cambiamenti irreversibili in Europa.
L'ondata rivoluzionaria si concludeva quindi con la sconfitta delle forze progressive, al cui interno le posizioni democratiche e socialiste erano destinate a scalzare l'impostazione liberale fino ad allora egemone.
Italia: sollevazioni a Milano (Cinque Giornate) e Venezia; concessione dello Statuto Albertino in Piemonte. Repressione da parte delle monarchie conservatrici. Restaurazione dell'ordine assolutista in molti Stati. Importante eredità politica: crescita del movimento nazionale italiano e tedesco.
I fattori causanti furono molteplici: sotto il profilo sociale, a seguito del Congresso di Vienna, l'a- scesa degli ideali di nazionalismo e giustizia tra le masse meno colte fu favorita dai cambiamenti causati dalla prima rivoluzione industriale.
Nel 1848 in Italia scoppiano rivolte in tutta la penisola (Palermo, Milano, Venezia, Roma) per ottenere costituzioni e indipendenza dall'Austria, dando il via al Risorgimento; Carlo Alberto dichiara la Prima Guerra d'Indipendenza contro l'Austria, ma viene sconfitto, portando a una restaurazione, mentre emergono repubbliche (come quella Romana e di San Marco) e si promulgano statuti, tra cui lo Statuto Albertino.