Come funziona il risarcimento per danni morali e psicologici e quando si può richiederlo?

Domanda di: Rebecca Marini  |  Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026
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Il risarcimento per danni morali e psicologici, parte del danno non patrimoniale, indennizza la sofferenza interiore (dolore, ansia, paura) e i traumi psichici causati da illeciti altrui (es. reati, incidenti, malasanità). Richiede prove mediche (perizie, cartelle cliniche) e il nesso causale, spesso valutati equitativamente dal giudice.

Quando si può chiedere il risarcimento per danni morali?

Perciò, secondo la Cassazione, i semplici disagi o gli inconvenienti della vita quotidiana non possono essere oggetto di risarcimento. Inoltre si può ottenere la risarcibilità danno morale solo se si ha la prova del pregiudizio. Occorre quindi dimostrare il danno in sé e poi chiedere danni morali.

Quali sono i danni risarcibili per violenza psicologica?

Una vittima di violenza domestica che subisce un grave trauma psicologico e sviluppa sintomi di disturbo da stress post-traumatico potrebbe ottenere un risarcimento fino a 30.000 euro, considerando l'entità del danno e la necessità di un trattamento psicoterapeutico a lungo termine.

Come si possono dimostrare i danni morali?

Come dimostrare i danni morali

  1. Prova presuntiva. ...
  2. Prova testimoniale A tal fine è imprescindibile la testimonianza di soggetti che, essendo stati presenti al momento o subito dopo il verificarsi dell'illecito, possono dare una rappresentazione del dolore subito dal danneggiato.

Come si quantifica il danno psicologico?

Nello specifico, la determinazione dell'eventuale danno psichico avviene attraverso un'indagine relativa: alla sofferenza psichica che sfocia, nel caso della sua intolleranza, in un disturbo psichico; alle funzioni psichiche positive o negative; alla realizzazione della personalità.

Quando spettano i DANNI MORALI? | Avv. Angelo Greco