Il Vitalizio Parlamentare Il vitalizio di vecchiaia si consegue al 65° anno di età dopo cinque anni effettivi di mandato più uno sconto di un anno per ogni anno di mandato parlamentare ulteriormente svolto (con due mandati l'assegno si consegue, quindi, a 60 anni).
L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.522,30 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 804,47) e assistenziali (€ 540,32) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.032,60) e della ritenuta fiscale (€ 4.107,34).
L'importo lordo della pensione mensile ottenibile dopo l'esercizio di un mandato di 5 anni ammonta ora, compresi oneri complementari, a 1 219 euro ed è stato vietato il cumulo fra pensione parlamentare e pensioni professionali, pubbliche o private (ma non è vietato il prosieguo in attività private).
A partire dalle modifiche dei regolamenti nel 1997, il requisito minimo per acquisire il diritto all'assegno vitalizio è stato portato a 2 anni, 6 mesi e un giorno di mandato effettivamente prestato, con obbligo di riscattare e versare i contributi mancanti per raggiungere i 5 anni.
La rendita viene pagata all'aderente finché è in vita. Alla morte dell'aderente subentra il beneficiario designato, che riceve la rendita finché è in vita (alla sua morte, la rendita si estingue). La reversibilità è compresa tra il 50 e il 100% (in multipli di 10).