Domanda di: Harry Longo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Il welfare aziendale comporta dei benefici per i dipendenti dovuti all'esenzione totale o parziale da imposte e contributi e per i datori di lavoro che beneficiano dell'esenzione contributiva e della deducibilità totale o parziale dal reddito d'impresa secondo i criteri di legge.
I servizi di un piano di welfare aziendale erogati ai propri dipendenti compaiono in busta paga sotto la dicitura voce figurativa. Forniscono ai dipendenti prestazioni aggiuntive rispetto al normale salario ed in base alla tipologia a cui appartengono possono essere esenti da tassazione, fino ad un certo importo.
Un piano di welfare favorisce dunque il miglioramento della produttività, senza però compromettere la sostenibilità dell'impresa: da una parte si crea un clima lavorativo positivo e si premia la produttività dei lavoratori, dall'altra si ottengono rilevanti benefici fiscali e migliori risultati di business.
Con le piattaforme di welfare il dipendente accede alla piattaforma con il credito welfare assegnatogli, gestisce in autonomia il proprio profilo e sceglie i servizi welfare più utili nei limiti previsti dalla normativa e da eventuali altri vincoli imposti dall'azienda.
In caso di versamento a previdenza il datore di lavoro è tenuto a versare un contributo di solidarietà del 10% all'INPS. Assistenza sanitaria integrativa: il proprio credito welfare può essere versato anche a scopo sanitario-assistenziale.