Domanda di: Dr. Xavier Benedetti | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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In psichiatria la valutazione del soggetto (assessment), di tipo nosologico e psicopatologico, viene fatta, come si è detto, utilizzando criteri diagnostici standardizzati (DSM-5) dopo aver effettuato un approfondito colloquio clinico, con una accurata ricognizione anamnestica, personale e relazionale.
Solo un medico psichiatra è abilitato a diagnosticare un disturbo psichico. Inoltre, la diagnosi richiede un colloquio tra il paziente e il medico, il quale potrà fornire spiegazioni precise e pertinenti. Le persone affette da disturbi psichici sono ancora oggi vittime di numerosi pregiudizi e discriminazioni.
La psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa dello studio, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali e dei comportamenti patologici. Lo psichiatra è naturalmente in grado di porre diagnosi riguardo a tutti i disturbi psicopatologici.
Il medico sottopone il paziente a visita, ricerca i segni oggettivi della presenza di problemi: per esempio quando svolge l'esame dell'addome ricerca la presenza dei segni di Blumberg, Murphy o Giordano. Una volta eseguiti l'anamnesi e l'esame obiettivo il medico formula le ipotesi diagnostiche.
Quanto tempo ci vuole per diagnosticare un disturbo?
Il tempo medio per arrivare alla diagnosi è oggi ancora molto elevato. Le casistiche più recenti attestano un periodo medio di due anni che intercorre dall'insorgenza dei primi sintomi fino alla malattia conclamata e dunque l'inizio delle terapie.