Come funziona la disoccupazione per gli autonomi con Partita IVA?

Domanda di: Arduino Caruso  |  Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2026
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La disoccupazione per le Partite IVA in Italia è limitata e non equivale alla NASpI dei dipendenti. Solitamente, chi lavora esclusivamente come autonomo e chiude la P.IVA non ha diritto a sussidi, eccetto l'ISCRO (per iscritti alla Gestione Separata) o l'indennizzo commercianti. È compatibile solo se si perde un precedente lavoro dipendente.

Chi ha una Partita IVA può fare domanda di disoccupazione?

Sì, ma non bisogna fare confusione con la domanda per ottenere la NASpI. Questa, come visto in precedenza, può essere percepita se alla libera professione si accompagna un lavoro dipendente interrotto per cause che non dipendono dalla propria volontà.

Chi ha una Partita IVA può essere disoccupato?

Un soggetto titolare di partita IVA non movimentata negli ultimi dodici mesi, precedenti la presentazione della DID, può essere considerato soggetto privo di impiego, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 150/2015. Le regole sullo stato di disoccupazione sono contenute nel Jobs Act.

Quando chiudo la Partita IVA ho diritto alla disoccupazione?

Quando chiudo la partita IVA ho diritto alla disoccupazione? Purtroppo, chi chiude la partita IVA e cessa la propria attività di lavoratore autonomo non ha diritto ad alcun sussidio. L'unica eccezione riguarda chi è iscritto alla Gestione Commercianti INPS, che può ottenere un indennizzo mensile di 525,38 euro.

In quale caso non ti spetta la disoccupazione?

Gli stagisti e i tirocinanti non hanno diritto alla Naspi, in quanto non vengono versati contributi durante il periodo di tirocinio. Anche i lavoratori stagionali che non hanno accumulato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione del contratto non hanno diritto all'assegno.

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