Domanda di: Dr. Laerte D'amico | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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La sedazione profonda palliativa viene effettuata, previo consenso informato, tramite l'uso di farmaci iniettati senza soluzione di continuità in vena, in modo da ottenere una riduzione o abolizione dello stato di coscienza del paziente.
La sedazione palliativa continua e profonda consiste nella somministrazione di farmaci che inducono la sedazione del paziente in dosaggi tali da portare all'annullamento della coscienza allo scopo di alleviarne le sofferenze incontrollabili che, altrimenti, risulterebbero intollerabili per l'individuo.
Spesso mi viene chiesto cosa il paziente prova durante la sedazione: una piacevole sensazione di leggerezza e di completo benessere pur rimanendo perfettamente cosciente. Le paure e le tensioni si trasformano in una sensazione di sicurezza, il tempo passa molto rapidamente e si hanno pensieri piacevoli.
La sedazione si pratica tramite un ago cannula inserito endovena, che serve per la somministrazione dei farmaci. Durante la sedazione vengono costantemente monitorati i parametri vitali: frequenza cardiaca, pressione arteriosa, frequenza respiratoria, saturazione in Ossigeno.
Al termine delle procedure eseguite in anestesia cosciente, è consuetudine che il paziente si senta lievemente assonnato e confuso, abbia un leggero mal di testa e avverta un malessere allo stomaco. Tutte queste sensazioni sono passeggere e svaniscono nelle ore successive alla pratica anestetica.