L'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) nel primo mese (entro 63-90 giorni) avviene principalmente in modo farmacologico (pillola RU486) o chirurgico (isterosuzione). In Italia è garantita dalla legge 194/78, solitamente in consultorio o ospedale, con un percorso gratuito che prevede il rilascio di un certificato medico e una consulenza.
Nella prima si assume un farmaco (Mifepristone, meglio noto con il nome di Ru486) che interrompe la gravidanza. Successivamente, per la precisione dopo 48 ore, si passa al secondo farmaco, un analogo delle prostaglandine, che facilita il distacco e l'espulsione del prodotto del concepimento.
Il 65 - 90% degli aborti va incontro a risoluzione spontanea entro 2 - 6 settimane. Dopo la diagnosi di aborto è possibile la condotta di attesa in assenza di perdite ematiche emorragiche e in caso desideriate evitare il trattamento medico e chirurgico.
Come ci si accorge di un aborto nelle prime settimane?
Comprendono brividi, febbre, secrezioni vaginali, frequenza cardiaca accelerata e spesso sanguinamento vaginale. La cervice può dilatarsi ed è possibile un aborto spontaneo, se non è già avvenuto. Se durante l'aborto viene perforato l'utero, le donne di solito avvertono un forte dolore addominale.
All'inizio si può avere un sanguinamento ridotto, simile al ciclo mestruale. Man mano che l'aborto continua, di solito il sanguinamento peggiora. Il sangue può essere di colore rosso vivo o rosso scuro. Talvolta si osservano anche coaguli di sangue.