Insegnare la condivisione ai bambini richiede pazienza, esempio concreto e rinforzo positivo, evitando forzature che generano resistenza. È fondamentale promuovere l'empatia, trasformando la condivisione in un gioco divertente piuttosto che in un obbligo, utilizzando il rinforzo positivo per celebrare i piccoli gesti generosi.
È una fase fisiologica di sviluppo, non un difetto. Il concetto di possesso serve a costruire l'identità. Dai 3 ai 6 anni, il bambino inizia a rendersi conto che esistono anche gli altri e che il gioco può diventare cooperazione. In questa fase, la condivisione in gioco inizia a comparire, ma sempre a piccole dosi.
È un modo per costruire legami, esprimere emozioni e dare valore alle esperienze. Ma, come ogni aspetto della vita, richiede consapevolezza. Condividere non deve mai essere solo un bisogno di approvazione, ma una scelta che ci fa sentire più connessi, più autentici e, in definitiva, più umani.
Guardati non solo per ciò che sei ma per ciò che puoi diventare. Ecco il senso della moltiplicazione: più si condivide e più le cose si moltiplicano. E' quello che deve essere successo: Gesù deve aver iniziato a condividere con i suoi discepoli quello che avevano, inducendo così la folla a fare altrettanto.