La luce negli abissi marini (a oltre 200-1000 metri di profondità) è un fenomeno straordinario chiamato bioluminescenza, creato da organismi viventi per comunicare, cacciare o difendersi nell'oscurità totale. Questa luce, spesso blu o verde, è prodotta da una reazione chimica tra luciferina (substrato) e luciferasi (enzima) in presenza di ossigeno.
Gli abissi cominciano a circa 200-1000 metri sotto la superficie del mare. 200 metri sono circa la stessa distanza che si percorrerebbe se si camminasse due volte di un campo da calcio per il lungo. A questa profondità sottomarina la luce del Sole non è più visibile.
E' la bioluminescenza, lo spettacolo offerto dai numerosissimi organismi che rischiarano le oscurità abissali oceaniche, accendendosi di verde o di blu per sfuggire ai predatori, per richiamare i partner o per cercare cibo. Una forma di comunicazione molto diffusa tra gli organismi marini.
Il termine luciferina non indica una sostanza unica, ma una classe di composti organici – cioè molecole contenenti atomi di carbonio legati fra loro in strutture complesse – capaci di emettere luce visibile in seguito a una reazione di ossidazione.