La tua pensione potrebbe essere diminuita a causa di conguagli fiscali (specialmente a gennaio per addizionali e recupero imposte), recupero di bonus indebiti (tagli da giugno 2025 per chi ha ricevuto i bonus 2020/2021 senza averne diritto), nuovi coefficienti per chi è andato in pensione nel 2025, o variazioni legate a redditi e detrazioni, verificabili sul tuo cedolino.
La ragione principale va ricercata nei conguagli Irpef. Così, anche se gennaio è il mese della rivalutazione, può accadere che l'assegno risulti ridotto. L'aumento, infatti, viene calcolato sulla base del tasso d'inflazione stabilito dall'Istat e applicato dall'INPS secondo le regole fissate dal governo.
A marzo molti lavoratori noteranno una riduzione del netto in busta paga. Il motivo principale è la ripresa della trattenuta per l'acconto delle addizionali comunali all'IRPEF, che si somma alle trattenute per il saldo dell'anno precedente già in corso da gennaio.
In virtù del predetto aggiornamento, per esempio, per chi va in pensione di vecchiaia a 67 anni, il nuovo coefficiente passa da 5,723 a 5,608 % riducendo conseguentemente l'assegno di pensione 2025 rispetto al 2024: con un montante contributivo a 150mila €, si perdono 173 €; con montante a 200mila €, si perdono 230 €; ...