Gli antichi misuravano basandosi principalmente su parti del corpo umano (cubito, piede, passo) per le lunghezze e su fenomeni naturali come il sole (meridiane, gnomoni) per il tempo. Le unità variavano da luogo a luogo e non esistevano standard fissi universali, rendendo spesso le misurazioni soggettive.
Gli studiosi sono concordi nell'ipotizzare che tutte le grandi civiltà antiche siano giunte, indipendentemente le une dalle altre, alla realizzazione di uno gnomone (collocato su una meridiana o su un orologio solare) come primo strumento di misura del tempo.
Nel mondo romano le grandi unità di misura lineare erano sempre espresse in piedi: il cubito (cubitus o cubitum) era pari a un piede e mezzo (cm 44,4) e, come il piede romano, era più piccolo del suo prototipo greco, che misurava cm 46,3; cinque piedi romani formavano il passo (passus), equivalente a m 1,48, che veniva ...
Quali erano gli antichi strumenti di misura della lunghezza?
Suoi principali multipli erano: il dito (considerato equivalente a 6 grani d'orzo); il palmo (della mano, cioè una mano chiusa); la spanna (distanza tra il pollice e l'indice a mano aperta); il cubito (l'avambraccio, la distanza tra il gomito e la punta delle dita); la canna (strumento di misura oltreché misura ...
Le 7 unità di misura fondamentali del Sistema Internazionale (SI) sono il metro (m) per la lunghezza, il chilogrammo (kg) per la massa, il secondo (s) per il tempo, l'ampere (A) per la corrente elettrica, il kelvin (K) per la temperatura, la mole (mol) per la quantità di sostanza e la candela (cd) per l'intensità luminosa. Queste unità sono la base da cui si derivano tutte le altre grandezze fisiche.