Durante un weekend nella casa di villeggiatura di Roccaraso, i genitori di Fabio muoiono intossicati per una fuoriuscita di monossido di carbono. Fabio rimarrà a Napoli per veder giocare Maradona, cosa che lo salverà. Parallelamente, racconta Sorrentino su È stata la mano di Dio: “A me Maradona ha salvato la vita.
Invece mi avvertì che era successo un incidente. [...] Papà e mamma erano morti nel sonno. Per colpa di una stufa. Avvelenati dal monossido di carbonio». Dopo aver studiato per alcuni anni alla facoltà di Economia e Commercio, a 25 anni decide di lavorare nel mondo del cinema.
Quel giorno, Saverio e Maria muoiono a causa di una perdita di monossido di carbonio prodotto dal caminetto. La disgrazia getta nello sconforto e nel dolore i fratelli Schisa; Fabietto in particolare rimarrà segnato dal fatto che i medici gli impediscano di vedere i corpi dei genitori.
Con la famiglia, erano soliti andare in vacanza in montagna, in una casetta a Roccaraso, in Abruzzo. In un tragico weekend mamma e papà rimasero vittime di una fuga di monossido di carbonio sprigionato da una stufa.
Dalla morte dei genitori di Sorrentino all'incontro con Capuano: quasi tutto vero. Il cuore del film, la morte per avvelenamento della madre e del padre di Fabietto, è una trasposizione quasi esatta della morte dei genitori di Paolo Sorrentino.