Domanda di: Sig. Arduino Giordano | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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L'inventore del carattere corsivo utilizzato nella stampa fu Francesco Griffo
Francesco Griffo
Francesco Griffo o Griffi, noto anche come Francesco da Bologna (Bologna, 1450 circa – Bologna, 1518 circa) è stato un tipografo e incisore di caratteri italiano.
https://it.wikipedia.org › wiki › Francesco_Griffo
, un incisore di caratteri e tipografo bolognese. Egli riusci a creare uno stile tipografico che imitava la scrittura corsiva, all'epoca utilizzata dalla cancelleria papale e dai letterati – siamo sempre nel periodo umanistico.
In gergo tipografico, il Corsivo viene anche detto italico, poiché il suo “inventore” fu l'italiano Aldo Manuzio. Il primo libro stampato per intero in corsivo, risale al 1501 e stiamo parlando nientemeno che delle Bucoliche di Virgilio.
Cosa vuol dire parlare in corsivo? Parlare in corsivo, anzi cörsivœ, vuol dire semplicemente utilizzare le vocali chiuse e allungare la pronuncia della parola, soprattutto nella sua parte finale. Così facendo cambiano anche le tonalità delle sillabe, e la voce finisce con l'avere un tono più acuto del normale.
Il corsivo era preferibile perché lo strumento di scrittura veniva raramente sollevato dal foglio. Il termine "corsivo" deriva dal francese medio "cursif" (che viene a sua volta dal latino medievale "corsivus") che letteralmente significa "correre".
Il segreto del “corsivo parlato” è quello di esagerare i tratti tipici della cadenza milanese allungando le sillabe finali, chiudendo le “o” e assumendo un ritmo cantilenato. La parola più gettonata è il diminutivo di amore, “amo” che in corsivo diventa "amïo".