Com'è nato il corsivo parlato?

Domanda di: Giacinta Pellegrino  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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La parlata in corsivo nasce infatti su TikTok come presa in giro della cadenza milanese utilizzata da alcune ragazze nei video in cui si parla di serate in discoteca, aperitivi alla moda e confessioni tra amiche.

Chi ha inventato veramente il corsivo parlato?

L'ideatore fu il tipografo Francesco Griffo, noto anche come Francesco da Bologna, che alla fine del XV secolo realizzò un carattere ispirato alla scrittura corsiva di Poggio Bracciolini, che a sua volta si rifaceva alla scrittura carolina.

Perché esiste il corsivo parlato?

Parlare in corsivo è un modo goliardico di comunicare. Consiste nell'allungare le vocali e pronunciare le parole un po' come 'una cantilena', come spiega su TikTok la 'prof' Elisa Esposito. Si utilizza sui social, ma anche per scherzare tra amici. Un po' come l'alfabeto farfallino che molti 'boomer' usavano da giovani.

Quando è stato inventato il corsivo parlato?

Con tanto di look da prof. Il corsivo, secondo altri, sarebbe nato grazie alla musica. Le prime due ad utilizzare questo modo di parlare (cantare) sarebbero state Amy Winehouse e Corinne Bailey Rae agli inizi del 2000.

Che lingua è il corsivo parlato?

Cosa significa “Parlare in corsivo”

Avete presente la parlata tipica milanese? Il “parlare in corsivo” consiste in un'imitazione esasperata ed esagerata di questa parlata. Per ottenere una perfetta pronuncia, infatti, occorre trascinare le vocali e allungare l'ultima sillaba delle parole.

1029. Il CORSIVO PARLATO ucciderà la Lingua Italiana e i vostri FIGLI