Per evitare che l'ossigeno innesti il processo ossidativo si possono immergere le foglie di basilico nell'olio extravergine. Successivamente, quando il pesto è pronto è molto importante ricordarsi di ricoprirlo con un sottile strato d'olio, che oltre a contrastare l'annerimento, permette una conservazione più duratura.
Per questo si utilizzano due accortezze nella preparazione del pesto: la prima è quella di non scaldare troppo il basilico mentre lo si lavora, di frullarlo il meno possibile e utilizzare un macchinario estremamente tagliente; La seconda è quella di utilizzare dell'acqua frizzante molto fredda.
Se non riceve abbastanza acqua il basilico può seccarsi e soffrire, e le foglie si arricciano e si colorano di marrone. Soprattutto se è ad alte temperature o in un luogo molto caldo, la pianta avrà bisogno di tanta acqua, quindi è importante accertarsi che il terreno sia sempre umido il giusto.
Il trucco per non far ossidare il pesto é sbianchire le foglie di basilico per 60 secondi in acqua bollente leggermente salata; questo trucco l'ho imparato durante un corso di cucina vegetariana con un grande chef, Pietro Leemann. Lo sbianchire le foglie evita che si ossidino e rilascino “l'amaro”.
Il basilico, principale ingrediente del pesto, è molto ricco di polifenoli e quando questi vengono esposti all'ossigeno dell'aria, subiscono un processo di deterioramento, l'ossidazione, a cui tra l'altro è soggetto anche l'olio di oliva, altro ingrediente del pesto. insomma, non c'è scampo.