Come pagarsi la pensione da soli?

Domanda di: Dott. Emilia Rinaldi  |  Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2026
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In Italia, è possibile finanziarsi la pensione da soli principalmente attraverso la contribuzione volontaria INPS. Questa opzione permette di coprire periodi non lavorati, interruzioni o contratti part-time, aumentando l'anzianità contributiva o l'importo dell'assegno. L'autorizzazione dell'INPS è necessaria, e i versamenti sono deducibili dal reddito.

Quanto costa versare i contributi da sola?

In questo modo, per gli artigiani il contributo minimo da versare ogni mese è pari a 371,10 euro, mentre quello massimo arriva a 1.108,96 euro/mese, per cui su base annua vanno versati da un minimo di 4.453,2 euro ad un massimo di 13.307,52 euro.

Quanti anni di contributi volontari si possono pagare?

Non esiste un limite massimo di anni di contributi volontari che si possono versare, ma la loro utilità dipende dal raggiungere i requisiti minimi per la pensione (20 anni per la vecchiaia, o più per anticipata), coprire periodi scoperti e incrementare l'importo pensionistico, potendo coprire fino a colmare i buchi contributivi, ma non sempre in un'unica soluzione. Per richiederli, servono almeno 5 anni totali di contributi o 3 nei 5 anni prima della domanda, e si possono usare per raggiungere requisiti come i 20 anni per la pensione di vecchiaia o i 41 anni per i precoci, con l'importo calcolato sul reddito lordo recente (circa 33%).

Quanto costa pagare un anno di contributi volontari nel 2025?

Il lavoratore ha comunque la libertà di interrompere e riprendere i versamenti senza perdere il diritto a proseguire. Secondo l'ultima circolare dell'INPS (n. 58/2025), l'importo necessario per coprire un anno di contributi è stato aggiornato a 4.141 euro, in aumento rispetto ai 4.109 euro richiesti nel 2024.

È possibile smettere di lavorare prima dell'età pensionabile?

Per smettere di lavorare prima della pensione in Italia, si possono sfruttare la pensione anticipata (con 42 anni e 10 mesi di contributi per uomini, 41 e 10 per donne, senza limiti di età), misure temporanee come Quota 103 (2025), l'APE Sociale (per categorie svantaggiate), o usare i fondi di previdenza complementare tramite la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) per auto-pagarsi un assegno fino alla pensione pubblica, spesso in caso di perdita del lavoro. La scelta dipende dai contributi versati, dalla situazione lavorativa e da un'attenta pianificazione finanziaria, eventualmente con l'aiuto di un consulente. 

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