La pesca al tonno con la canna, principalmente praticata tramite drifting (deriva) o traina, richiede attrezzatura robusta (canne e mulinelli da 50-80 libbre) e una strategia precisa di pasturazione con sarde, specialmente in estate. Si utilizzano sardone fresco innescato, terminali in fluorocarbon, e si posizionano le esche a diverse profondità (fondo e mezz'acqua) per attirare il pesce.
Il tonno rosso viene catturato con la rete a strascico, con l'amo (handline, troll, longline) o nelle “trappole” (trappole fisse vicino alla costa), ma viene catturato soprattutto dalle tonniere a circuizione. Nel Mediterraneo, più del 90% delle catture di tonno rosso sono fatte con questo metodo.
Il più efficace è l'innesco che parte dal ventre e si richiude sulla schiena legato con il filo elastico; molto catturante anche la mezza sardina innescata con la stessa procedura.
Il tonno è infatti un pesce pelagico dal corpo robusto. Alcuni esemplari arrivano a pesare anche 6-700 Kg: dei veri bestioni che sicuramente sarà un'impresa catturare. In merito alla loro alimentazione, i tonni si cibano di calamari, crostacei e altri pescetti. In particolare, prediligono i grandi banchi di pesce.
Possono nutrirsi di piccole acciughe, boniti o persino meduse... Ecco perché è importante avere a portata di mano una decina di esche per assicurarsi almeno una sessione. Per quanto riguarda la scelta dei colori, è bene attenersi ai colori delle acciughe, degli sgombri e delle sardine.