Come posso giustificare un permesso per motivi personali?
Domanda di: Dr. Ulrico Bernardi | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2026 Valutazione: 4.1/5
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Il permesso per motivi personali o familiari si giustifica solitamente tramite autocertificazione scritta, dichiarando la necessità dell'assenza senza obbligo di documentare dettagliatamente la causa, garantendo la privacy. La motivazione deve essere, tuttavia, specificata (es. "esigenze personali", "pratiche burocratiche", "visite mediche") e non è soggetta alla discrezionalità del dirigente, salvo esigenze organizzative estreme.
Come giustificare i permessi per motivi personali?
Per giustificare un'assenza per motivi personali, devi presentare una richiesta scritta al datore di lavoro o alla scuola, indicando la motivazione in modo generico (es. "motivi personali/familiari") tramite un'autocertificazione, senza entrare nel dettaglio dei fatti, in quanto questi permessi sono un diritto e l'ente non può sindacare nel merito, se non in casi eccezionali. Per le assenze più lunghe, specialmente nel mondo scolastico, è spesso richiesto un certificato medico (inviare all'INPS) oltre alla giustificazione dei genitori, e le regole variano in base alla durata dell'assenza.
Il genitore (o tutore legale) dovrà giustificare l'assenza con autocertificazione redatta sul modello 4 e che attesta l'assenza per motivi familiari (il modello 4 è denominato "Autocertificazione per il rientro in caso di assenza NON dovuta a malattia. pdf" ed è scaricabile in fondo alla pagina).
Per richiedere l'aspettativa per motivi personali, il dipendente deve presentare una richiesta scritta al datore di lavoro, indicando la motivazione e la durata dell'assenza prevista.
I permessi per motivi personali possono essere negati?
Unica eccezione sono i permessi per motivi personali.
Ad esempio, se si chiede un permesso senza una vera motivazione in un periodo in cui c'è un forte carico di lavoro, il datore può anche negarlo, oppure trovare un accordo con il dipendente.