La persona matura sul piano affettivo riesce a riconoscere e a gestire le proprie emozioni. Comprende cosa sta provando e identifica l'origine della propria sofferenza. Riesce a riflettere sul proprio stato emotivo e, di conseguenza, a gestirlo nel migliore dei modi.
Riferito a qualità intellettuale o morale (di singole persone), che ha raggiunto un sufficiente grado di sviluppo e quindi di validità: avere una mente m., un m. discernimento, una capacità di giudizio ormai matura; essere dotato di m. esperienza.
Per arrivare alla maturità emotiva, la cosa più importante è assumersi la responsabilità di noi stessi: i nostri errori, le nostre emozioni, i nostri bisogni e desideri e, forse, la cosa più importante, i nostri i sentimenti e le risposte alle situazioni.
Cosa significa, “essere maturi”? Per cominciare, in senso morale ed intellettuale, dice il vocabolario, significa avere piena e chiara conoscenza dei vari temi e problemi della vita e del sapere, spesso accompagnata da esperienza.
Cronologicamente si considera l'età della maturità compresa fra i 40 e i 59 anni, corrispondente a quella che viene definita “seconda età adulta”. Secondo Aristotele (Retorica, 1390b) il «corpo raggiunge la sua maturità dai trenta ai trentacinque anni, l'anima intorno ai quarantanove».