Domanda di: Giancarlo Villa | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2026 Valutazione: 4.5/5
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Riconoscere la propria ombra, secondo la psicologia junghiana, significa portare alla coscienza gli aspetti nascosti, negativi o repressi della propria personalità che solitamente vengono proiettati sugli altri. Segnali chiave includono reazioni emotive sproporzionate, giudizi severi verso il prossimo, l'odio/disprezzo per certi comportamenti e l'ansia esistenziale.
Integrare l'Ombra significa accettare di essere chi si è, nel male e nel bene, e fare la pace con certe parti di noi che non ci piacciono; prima riconoscerle e capirle, poi assimilarle. Questo processi dà avvio alla trasformazione della personalità.
Ogni essere umano ha la propria ombra, i cui contenuti dipendono per la massima parte dall'inconscio personale, cioè da quell'insieme di sentimenti, emozioni, ricordi, percezioni, di cui si è fatta esperienza, ma che non sono immediatamente accessibili alla coscienza poiché hanno subito un processo di rimozione.
L'ombra propria è quella che si produce sul corpo per effetto dell'illuminazione. L'ombra proiettata (o portata) è quella che il corpo getta su altre superfici, su oggetti o piani vicini.
T.: “La paura di perdere la sua ombra, riflessa su una tavola di legno, non è altro che la concretizzazione della paura appunto di morire o di impazzire, cioè di perdere il controllo della sua ragione, paure molto più ansiogene e non controllabili poiché non sono né oggetti né situazioni che si possono evitare in ...