Domanda di: Evita Sala | Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
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Rilasciare ricevute per prestazioni occasionali (senza P.IVA) richiede un documento cartaceo o PDF con dati anagrafici, codice fiscale, descrizione del lavoro, importo, data e firma. Obbligatoria la ritenuta d'acconto del 20% per committenti con P.IVA e marca da bollo da €2 per importi superiori a €77,47.
La legge non prescrive una forma specifica per la ricevuta di pagamento ma è chiaro che essa ha ragione di esistere solo in quanto scritta. Circa le modalità invece si può optare per un normale foglio di carta, una PEC, anche una firma “a quietanza” sulla fattura o sulla fotocopia dell'assegno consegnato al creditore.
Per consultare i documenti elettronici e le relative ricevute all'interno del tuo cassetto fiscale, accedi all'area Fatture & Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate dalla pagina https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/. Seleziona il Codice Fiscale dell'utenza per la quale vuoi visualizzare la documentazione.
Ai commercianti che effettuano vendite al minuto la legge IVA consente di non rilasciare una fattura per ogni operazione di vendita: essi hanno infatti la possibilità di certificare i corrispettivi di vendita emettendo lo scontrino ovvero la ricevuta fiscale.
Quest'ultima, detta comunemente ricevuta generica, è un documento non obbligatorio per legge, che può essere emesso anche da privati per attestare il pagamento di un bene o di un servizio, ad esempio nel caso di vendita di oggetti di seconda mano.