Per rilevare interferenze elettromagnetiche (EMI), è possibile utilizzare dispositivi specifici come misuratori di campi elettromagnetici, analizzatori di spettro o oscilloscopi, oppure app per smartphone come Sensor Charts o Electrosmart. Questi strumenti permettono di individuare fonti di inquinamento elettromagnetico (elettrosmog), misurando campi magnetici (50 Hz) ed elettromagnetici (da 50 MHz a 3,5 GHz) in ambienti domestici o lavorativi.
Per misurare l'elettrosmog in casa, e in ogni altro ambiente, esistono appositi tester. Sono reperibili in commercio e rilevano campi magnetici a 50 Hz ed elettromagnetici da 50 MHz a 3,5 GHz.
Come faccio a conoscere i livelli di campo elettromagnetico presenti nella mia abitazione?
Per richiedere una misurazione puntuale dei campi elettromagnetici prodotti dagli impianti di radioamatori, è comunque possibile rivolgersi al Comune che potrà attivare ARPAT; per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all'Ispettorato del Ministero delle imprese e del made in Italy.
Il modo più rapido per confermare che il problema sia effettivamente interferenza, e non solo segnale debole, è eseguire uno scanner di interferenza WiFi. Questo è esattamente ciò che serve per verificare se il problema sia la classica congestione a 2.4 GHz o uno scenario più recente WiFi 6E/7.
Il misuratore EMF è lo strumento più utilizzato per rilevare i campi elettromagnetici. Si tratta di un dispositivo portatile, facile da usare e in grado di misurare sia: Campi a bassa frequenza (ELF) → generati da elettrodomestici e linee elettriche.