Osservata dall'alto per vent'anni la Terra sembra respirare. Appare quasi come un organismo vivente che reagisce ai mutamenti climatici, si adatta, assume nuove forme, muta la diffusione delle entità biologiche che la abitano.
Il pianeta sarà sempre più affollato e urbanizzato. La tecnologia produrrà più ricchezza, ma dovremo affrontare disuguaglianze e sostenibilità. La popolazione mondiale toccherà i 9,8 miliardi di individui e si concentrerà nelle città.
Siamo molto vicini alla soglia di +1.5°C. La tendenza a lungo termine è forse poco sotto i +1.4 gradi al momento, ed è quasi certo che supereremo i +1.5 gradi di riscaldamento nei prossimi cinque o dieci anni.
Entro il 2040 gli eventi atmosferici estremi diventeranno la norma. Le barriere coralline scompariranno, intere zone costiere saranno sommerse e le tempeste, gli incendi e la siccità provocheranno un enorme dissesto e molte vittime. Non possiamo dire di non essere stati avvisati.
La speranza di vita, diminuita di due anni per effetto della pandemia, tornerà a crescere: nel 2070 si stima che sarà di 86,5 anni per gli uomini e 89,5 per le donne. In quell'anno i flussi migratori (ampiamente incerti) dovrebbero attestarsi su 244 mila ingressi e 126 mila uscite.