Il Cinquecento è un periodo particolarmente importante nella lunga e articolata storia della scrittura epistolare: l'apparizione del libro a stampa permette infatti alle lettere in volgare di divenire libri e così di interloquire con la tradizione dell'epistolografia latina, anche umanista.
Come strumenti per scrivere si usavano principalmente: stilus, penna, calamo, raschietto, atrametaio e inchiostro. Lo stilus, come sopra, era usato per le rigature ed era fatto come un bastoncino, piatto nella parte superiore e acuto nella parte inferiore che veniva utilizzata per graffiare il foglio.
La scrittura dei libri e dei documenti era fatta su carta o su pergamena con penna di volatile ed inchiostro. Oltre ai prodotti scrittori tradizionali (libri, lettere, contratti) c'erano poi le cosiddette scritture esposte, tracciate sui muri a pennello o con il carbone o incise su pietra e metallo.
Come era realizzato un manoscritto nell'alto Medioevo?
Il c. altomedievale era scritto quasi esclusivamente su pergamena, cioè su pelle animale (più frequentemente di capra, raramente di pecora o vitello) conciata e preparata in modo da renderla atta a ricevere la scrittura.
Nel secolo XV, gli umanisti italiani usarono il termine gotica in senso dispregiativo per indicare le scritture altomedievali come le merovingiche e la beneventana, e nel secolo successivo quel nome venne applicato anche alla littera moderna, che moderna non era più.