Giacomo Leopardi è stato criticato nel corso dei secoli per il suo pessimismo e la natura della sua poesia. Tra le critiche più rilevanti si annoverano quelle di Benedetto Croce, che svalutò il suo pensiero filosofico, e di Giovanni Pascoli, che ne fraintese la portata. Anche nell'Ottocento, il suo classicismo fu oggetto di dibattito.
Fu proprio Binni con tutta la sua critica a salvare Leopardi dalla galera in cui era stato recluso, a liberarne la natura assai più eroica che idillica, a far scoprire a un pubblico nuovo e spesso giovane l'ultimo Leopardi, complesso e modernissimo, a partire da quel La nuova poetica leopardiana, che nel 1947 segna l' ...
Antonio Ranieri (Napoli 1806-1888), di origini nobiliari, fu esiliato in Francia, Inghilterra e in Toscana per le sue idee liberali. Fu deputato e senatore, docente all'università di Napoli e scrittore.
Scrive Pascoli: “Leopardi è il poeta a me più caro perché è il più fanciullo; sto per dire il più fanciullo che abbia l'Italia nel canone della sua poesia”. Si assiste dunque all'esplicita sovrapposizione della poetica pascoliana alla poetica leopardiana.
Secondo il medico, direttore del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale San Gerardo-Università Bicocca di Monza, il poeta sarebbe stato affetto da spondilite anchilopoietica giovanile, una rara malattia che si palesa dopo il sedicesimo anno di età.