Tra le tecniche usate, per esempio, c'è la crioterapia, un metodo che consiste nel congelamento della lesione cheloidea con azoto liquido. Il limite di questo trattamento è l'ipopigmentazione, ovvero la progressiva perdita di pigmentazione della pelle.
Iniezioni di corticosteroidi: Gli steroidi possono essere iniettati direttamente nel cheloide per ridurre l'infiammazione e la crescita del tessuto cicatriziale. Terapia laser: Il trattamento laser può aiutare a ridurre la prominente pigmentazione dei cheloidi e migliorarne l'aspetto estetico.
Laserterapia: metodica molto utilizzata, il laser appiattisce il cheloide rendendolo, con il tempo, meno visibile. Il trattamento con il laser induce la progressiva regressione del cheloide attraverso la soppressione della proliferazione dei fibroblasti.
Utilizzare creme idratanti per ammorbidire la cute nel sito di lesione. Applicare steroidi e antinfiammatori che possano ridurre al minimo l'eccesso di proliferazione fibroblastica. Ricorrere, quando necessario, ad antistaminici che possano ridurre l'eventuale prurito così da evitare lesioni da grattamento.
La si afferra con decisione tra pollice e indice, la si solleva qualche millimetro e la si stropiccia come se si volesse apprezzarne la consistenza, senza timore, per 30 secondi ogni centimetro, almeno una volta al giorno, con costanza e perseveranza per circa 3 mesi a seconda dell'entità della cicatrice.