Domanda di: Dr. Eufemia Montanari | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2026 Valutazione: 4.3/5
(35 voti)
L'abbreviazione di "gentile professore" in una comunicazione formale è Gent.mo Prof. (Gentilissimo Professore) o Gent. Prof. (Gentile Professore) per un uomo, e Gent.ma Prof. ssa (Gentilissima Professoressa) o Gent. Prof. ssa (Gentile Professoressa) per una donna, ma la forma più comune e sicura è usare Gent.mo/Gent.ma seguito dal titolo e cognome, o semplicemente Prof. se si vuole essere più brevi, sebbene Prof. da solo sia considerato troppo informale.
Esempi: "Gentile prof. ssa Bianchi" oppure "Gentile Professoressa". Si può anche iniziare più genericamente con una formula di saluto: "Buongiorno", "Buonasera", "Buon pomeriggio" seguita da titolo e cognome del destinatario.
(o Gent. le). Sull'uso dei superlativi, vanno evitate le forme egregissimo ed egregissima, usate ormai solo in contesti colloquiali ironici o scherzosi, mentre le forme gentilissimo e gentilissima possono essere scritte sia nella forma intera sia nelle forme abbreviate Gent.mo, Gent.ma (e Gent.
A sinistra del foglio, dopo aver scritto la data, si deve inserire il nome e cognome del destinatario, preceduti dalla formula “Egregio professore” o “Gentilissima Prof. ssa” e l'indirizzo del destinatario, oppure la formula “Alla cortese attenzione di…”.
È importante riportare il titolo accademico completo e corretto: se il docente è professore ordinario, associato o ricercatore, è buona norma scrivere "Chiar.mo Prof." (abbreviazione di Chiarissimo Professore) o "Chiar.ma Prof. ssa".