Domanda di: Nathan Romano | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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L'allevamento di grilli (Acheta domesticus) per la produzione di farina richiede un ambiente caldo (circa 30°C), asciutto e ben aerato, spesso organizzato in box di plastica verticali con cartoni delle uova per massimizzare lo spazio. Si nutrono con mangimi vegetali e verdure, necessitano di substrati umidi per deporre le uova e, una volta adulti (6-8 settimane), vengono congelati prima di essere trasformati in farina.
E anche terminate in modo doloroso come nel caso del grillo, quello ad oggi più diffuso negli alimenti: dopo un digiuno di 24 ore, necessario per permettere lo svuotamento intestinale, gli insetti vengono uccisi mediante congelamento.
Il grillo è solo una delle 2000 specie di insetti commestibili presenti nel mondo. Risulta un cibo altamente proteico e ricco di vitamine e minerali e il suo allevamento può mitigare l'inquinamento generato da quello super intensivo del bestiame.
Prima di tutto eliminate ogni sacchetto contaminato, svuotate la dispensa e lavate ogni superficie, ogni ripiano e ogni angolo con un panno bagnato con acqua e aceto. In alternativa, vanno bene anche acqua, candeggina e sapone.
Questa polvere parzialmente sgrassata è ottenuta dall'Acheta domesticus, ovvero il grillo domestico. Successivamente, la Commissione Europea ha autorizzato anche la vendita di larve di Alphitobius diaperinus (ovvero, il verme della farina minore). Questo può essere venduto congelato, in pasta, essiccato e in polvere.