Domanda di: Ing. Kristel Rizzo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
(45 voti)
Il sakè può essere servito freddo, caldo o a temperatura ambiente. Alcuni tipi, come il ginjo, sono preferibili freddi, mentre il junmai è spesso gustato a temperatura ambiente o caldo. Ogni specialità di sakè ha una temperatura specifica che ne esalta gli aromi, ma anche i gusti personali sono molto importanti.
I sake kimoto andranno benissimo a temperatura ambiente o riscaldati fino a 40-45°, mentre eviteremo assolutamente di riscaldare i sake crudi (nama) e i sake torbidi (nigorizake), che vanno bevuti freschi o freddi.
Quando va bevuto? Il sakè è spesso consumato durante gli aperitivi, o durante le cene in stile izakaya (tapas giapponesi, per farla breve). È di rado servito durante grandi pasti, anche se in occidente oggi il sakè viene spesso consumato abbinato ai cibi allo stesso modo del vino.
Il modo più tradizionale di bere il sake vero e proprio è caldo. La temperatura suggerita, a seconda delle tipologie, è tra i 40° e i 50° C. Ma la maggior parte dei sake può essere degustata a temperatura ambiente, intorno ai 16-18° C.
Kanpai (乾杯(かんぱい)letteralmente “bicchiere asciutto”) è la parola da usare se vogliamo fare un brindisi in giapponese, un po' come il nostro cin-cin (mai dire cin cin in giapponese, perché si pronuncia come ちんちん/chinchin, il “pisellino” dei bambini!!!).