Il minimo comune multiplo di due o più monomi a coefficienti naturali è dato dal prodotto di tutti i fattori, sia quelli comuni a tutti, sia quelli non comuni, ciascuno considerato una sola volta e con il massimo esponente. Esempio: mcm(2x2y3,5xy2z,15x3y2z2)=30x3y3z2.
Per esempio, per trovare il mcm di 30 e 45 basta fare un elenco dei fattori primi di ogni numero: 30 = 2 × 3 × 5; 45 = 3 × 3 × 5. Quindi, bisogna moltiplicare ciascun fattore il maggior numero di volte che si verifica in uno dei due numeri.
Il calcolo del MCD si effettua scomponendo in fattori primi un numero e moltiplicando tra loro i fattori comuni risultanti dall'esponente più piccolo: ad esempio il MCD di 72 e 44 risulta 4. Viceversa, il minimo comune multiplo (indicato in acronimo come mcm) individua il più piccolo tra i multipli comuni a due numeri.
Un monomio A si dice multiplo di un monomio B se esiste un monomio C per il quale A = B ⋅ C A=B \cdot C A=B⋅C; in questo caso diremo anche che B è divisore del monomio A.