Come si calcola la pensione con il metodo misto?

Domanda di: Gianantonio Gallo  |  Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2023
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La pensione nel misto è suddivisa in due quote, una retributiva ed una contributiva. La prima è costituita da una media delle retribuzioni percepite e vale circa il 2% per ogni anno di carriera. Per la parte contributiva invece, sempre in base alle retribuzioni, si accantona una quota destinata ai contributi.

Come si fa il calcolo della pensione col sistema misto?

Calcolo retributivo: Quota A

- per il coefficiente di rendimento (2% sino al limite massimo di retribuzione annua previsto- prima fascia o tetto pensionabile, per poi scendere all'1,5%- 1,25% e 1% relativamente agli scaglioni eccedenti rispettivamente il limite massimo, il 33% ed il 66% dello stesso).

Quando si va in pensione con il sistema misto?

Sistema misto dal 2012

È il sistema di calcolo che spetta a coloro che al 31/12/1995 possono vantare un'anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni (compresi riscatti o ricongiunzioni). La pensione totale è data dalla somma di tre quote (A, B e C), che sono calcolate in maniera diversa.

Quale metodo di calcolo della pensione e più vantaggioso?

Il metodo contributivo è, in pratica, meno penalizzante se si lascia il lavoro tardi: la pensione sarà tanto più elevata quanto più sarà alto il montante contributivo ed il coefficiente di trasformazione, che aumenta all'aumentare dell'età del lavoratore.

Come si calcola la pensione a partire dal montante contributivo?

Quindi, per fare un esempio, se il lavoratore possiede un montante contributivo pari a 200mila euro, ed il coefficiente è pari a 0,9758, la pensione dovrà essere calcolata considerando la rivalutazione seguente: 200.000×0,9758% = 1.951 euro.

CHI VA IN PENSIONE CON IL SISTEMA MISTO È DAVVERO FORTUNATO?