Dal primo gennaio l'Oms riconosce ufficialmente il gaming disorder fra le dipendenze. La dipendenza da videogiochi rappresenta un utilizzo compulsivo o eccessivo di giochi elettronici e app di gaming, tale da interferire con la vita quotidiana di una persona.
Il Gaming Disorder è la dipendenza reale da videogiochi. Inserita dall'Organizzazione mondiale della sanità tra le malattie riconosciute dell'ICD (International Classification of Diseases), è un disturbo del comportamento dalle conseguenze talvolta estreme.
Non esiste una cura globale per la dipendenza da videogiochi. Come per l'alcolismo e la tossicodipendenza, la chiave è accedere al trattamento e rimanere consapevoli dei fattori scatenanti continuando a partecipare a gruppi di recupero, come i giocatori online anonimi.
I rischi dell'uso eccessivo di videogiochi sono: isolamento e tendenza all'introversione: i videogiochi tendono a sostituirsi ai rapporti personali e alle relazioni sociali. difficoltà scolastiche per il tempo sottratto allo studio: si riduce la concentrazione e ci si distrae a causa del desiderio di giocare.
Cosa succede al cervello quando si gioca ai videogiochi?
Da queste ricerche è emerso che i gamers riescono ad avere prestazioni migliori rispetto ai non giocatori in alcune funzioni cognitive e sembrano avere un maggior volume di materia grigia, ovvero lo strato cerebrale esterno deputato all'elaborazione delle informazioni.