La nuova tassa sui rifiuti, in fase di diffusione per il 2026, si chiama principalmente TARIP (Tassa sui rifiuti puntuale) o TCP (Tariffa Corrispettiva Puntuale). A differenza della vecchia TARI, questa nuova modalità si basa sulla misurazione effettiva dei rifiuti indifferenziati prodotti, premiando chi differenzia di più e inquina meno, con il principio "chi inquina paga".
Infatti, oltre alle due voci finite in bolletta nel 2024 (una per la gestione dei rifiuti pescati in mare e l'altra a copertura degli eventi calamitosi), è comparsa nella bolletta 2025 anche una voce da 6 euro destinata al bonus Tari, per un totale per queste tre voci di 7,60 euro in più da pagare.
La TARIP è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali od aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria.
«[1] Chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo locali, o aree scoperte ad uso privato o pubblico non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale, che producano rifiuti urbani, è tenuto al pagamento di una tariffa.
Quando si paga? Analogamente a quanto previsto per l'IMU, anche la TASI si paga in due rate con scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre dell'anno di riferimento. Il contribuente può anche decidere di pagare tutta l'imposta con un unico versamento entro il 16 giugno dell'anno di riferimento.