Domanda di: Giacinta De luca | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026 Valutazione: 4.9/5
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In musica, la pausa indica un segno grafico che rappresenta un preciso momento di silenzio, sospendendo l'esecuzione per una durata specifica. Ogni figura musicale (nota) ha una pausa corrispondente con identico valore di durata, e il loro nome varia in base alla durata, come la pausa di semibreve (intero), minima (metà), semiminima (quarto), o croma (ottavo).
Si può parlare di intervallo melodico o armonico, a seconda che le note siano eseguite in successione (melodico) o simultaneamente (armonico). La distinzione tra questi due tipi di intervallo è fondamentale in molteplici contesti musicali e teorici.
La legge italiana stabilisce che se il turno supera le sei ore è obbligatorio concedere almeno una pausa di dieci-quindici minuti. Nei contratti collettivi, spesso viene prevista anche una pausa pranzo obbligatoria, che può durare dai trenta ai sessanta minuti.
Le 7 chiavi musicali, note come setticlavio, sono: Chiave di Violino (Sol), Chiave di Soprano (Do), Chiave di Mezzosoprano (Do), Chiave di Contralto (Do), Chiave di Tenore (Do), Chiave di Baritono (Fa) e Chiave di Basso (Fa), che servono a posizionare le note sul pentagramma per coprire vari registri vocali e strumentali, anche se oggi si usano principalmente la chiave di violino e di basso.
In musica, una pausa è un preciso momento di silenzio che dura esattamente quanto la nota di appartenenza. Ad esempio una pausa di semiminima durerà quanto una semiminima e cioè un quarto 1\4. Le pause vengono interpretate e “suonate” nello stesso modo con tutti gli strumenti musicali.