La dizione è il modo in cui vengono articolati i suoni che compongono il linguaggio. Con questo termine si intende, oltre alla mera pronuncia delle parole, oggetto dell'ortoepia, l'insieme dei meccanismi della fonetica articolatoria e in generale la fisiologia della produzione del linguaggio orale.
Come si chiama la corretta pronuncia delle parole?
La maggior parte delle regole ortoepiche riguarda le vocali toniche [e] / [o], la cui pronuncia aperta o chiusa può talvolta determinare una differenza di significato, e alcune consonanti quali la [s] e la [z]. Sono in genere le origini latine del vocabolo a determinare il grado di apertura o di chiusura.
Il sistema vocalico della lingua italiana standard comprende sette fonemi /a, ɛ, e, i, ɔ, o, u/. Questi sette fonemi vocalici si trovano in sillaba accentata, mentre in sillaba non accentata si riducono a cinque /a, e, i, o, u/ (in atonia, l'opposizione di apertura vocalica è neutralizzata nelle vocali medie).
Il fonema costituisce il fono (ovvero l'aspetto fisico del linguaggio, le onde sonore che compongono e realizzano una parola) inteso in senso funzionale, ovvero come unità distintiva in grado di modificare il significato di una parola.
Le 21 lettere corrispondono a 21 grafemi (scrittura) e 28 fonemi (pronuncia). Le 5 vocali (a, e, i, o, u) sono espresse con 7 fonemi. Mentre le vocali a, o, u, hanno sempre lo stesso suono aperto, le vocali e ed o possono avere un accento aperto o chiuso.