Domanda di: Sue ellen Colombo | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Al punto 1580 del Catechismo della Chiesa Cattolica è infatti scritto: Nelle Chiese Orientali, da secoli, è in vigore una disciplina diversa: mentre i Vescovi sono scelti unicamente fra coloro che vivono nel celibato, uomini sposati possono essere ordinati diaconi e presbiteri.
Il voto di castità per la Chiesa cattolica è una virtù e consiste nella scelta volontaria dello stato di castità. Viene confermato dal voto a Dio di conservarsi in tale stato per tutta la vita. Viene inteso come mezzo per raggiungere una vita perfetta secondo le indicazioni del Vangelo.
Quindi, in sintesi, un uomo sposato (solo una volta e con una donna non divorziata) può essere nominato sacerdote. Non può invece sposarsi dopo essere stato ordinato. Un uomo sposato non può essere nominato vescovo: prima è necessario sospendere l'eventuale matrimonio in atto e pronunciare i voti monastici.
Il sacerdote, o prete, definito anche parroco se è a capo di una parrocchia, è colui che può impartire i sacramenti e celebrare la messa. Per semplificare, i sacerdoti sono chiamati a continuare l'opera di Cristo Gesù: diffondono la Parola di Dio, la interpretano e la spiegano, consigliano e confortano i fedeli.
Monsignore è un titolo usato dalla Chiesa per tutti i vescovi e per alcuni presbiteri; a questi ultimi viene conferito con una speciale concessione della Santa Sede. Il termine viene dal francese monseigneur, che significa "mio signore".