Coatto: perché nel dialetto romano il “tamarro” si chiama così? La sua etimologia è la stessa della parola italiana: “coatto” deriva infatti dal gergo giuridico, ma in romanesco questa parola ha assunto un significato molto più ampio, capace di comprendere un'intera categoria di personaggi rozzi e sopra le righe.
I dialetti italiani sono ricchi di termini dal significato simile, che variano da regione a regione: tarro, zarro, zamone (utilizzati perlopiù nel nord Italia), gabibbo (termine usato a Genova), zambro e cozzalo (in Puglia), solo per citarne alcuni.
Chi è stato assegnato a domicilio coatto, confinato politico, e per estens., soprattutto a Roma, detenuto, carcerato. b. region. Con uso scherz., e talvolta spreg., individuo rozzo, dalla parlata volgare e dall'abbigliamento privo di gusto, che vive nelle zone suburbane, nelle borgate.
dall'arabo tammār «mercante di datteri»]. – Voce region., in uso nell'Italia merid., e da lì diffusa anche altrove nel gergo giovanile per indicare persona, per lo più di periferia, dai modi e dall'aspetto rozzi, volgari, villani: ha smesso di disprezzare i tamarri (Melania Mazzucco).