La civiltà romana è la civiltà fondata nell'antichità dai Romani, una popolazione indoeuropea di ceppo italico, ed appartenente nello specifico al gruppo dei popoli latino-falisci stanziatisi in epoca protostorica nell'attuale Lazio, la quale riuscì, a partire dal V secolo a.C., ad estendere il proprio predominio sull' ...
, una donna che possedeva la cittadinanza romana ed aveva contratto un matrimonio romano con un uomo libero. Statua di una matrona (circa 100-110 d.C.), Gliptoteca di Monaco di Baviera.
matrona, der. di mater -tris «madre»]. – 1. Nell'antica Roma, la donna maritata, di origine libera (nel termine è spesso implicito il concetto di nobiltà di natali e di onestà e riserbo femminili).
Serviva a individuare la posizione sociale, indicando l'antichità della famiglia, ma era portato anche dalle famiglie plebee. Soprannomi e cognomi trionfali. Il terzo, il cognomen, era un soprannome aggiunto al nomen gentilizio.
La donna romana viveva dunque in condizione di inferiorità rispetto all'uomo, da cui finiva per dipendere. Dipendeva quindi dal padre e dal marito, ma anche dal fratello o dal figlio maggiore se fosse rimasta vedova. In caso di adulterio, il marito poteva decidere della sua vita.
Anche al di là del loro ruolo di madri, le donne erano soggette a molte limitazioni legali. Non potevano fare testamento ed erano sottoposte a vita alla tutela maschile per l'esercizio di qualunque atto giuridico. In alcuni casi non ereditavano e non potevano disporre dei propri beni in favore dei figli.