Le pratiche sessuali, in particolare quelle non convenzionali o atipiche, sono definite in ambito psicologico e sessuologico come parafilie. Queste includono fantasie, comportamenti o preferenze intense diverse dalla stimolazione genitale standard. Quando causano disagio o danni a sé/altri, si distinguono in disturbi parafilici.
Le fantasie sessuali sono state definite da diversi studiosi come la capacità dell'essere umano di costruire rappresentazioni mentali a contenuto erotico, che possono avere una funzione auto-erotica e simbolica.
I desideri sessuali si chiamano genericamente fantasie sessuali, pulsioni o libido (in senso ampio), ma quando diventano intensi, ricorrenti e causano disagio o problemi, possono essere classificati come parafilie (preferenze atipiche) o disturbi parafilici, o ancora come ipersessualità o dipendenza sessuale se c'è perdita di controllo.
I principali orientamenti sessuali sono l'eterosessualità, l'omosessualità e la bisessualità, mentre l'asessualità è talvolta identificata come la quarta categoria.
Le parafilie più comuni, definite dal DSM-5 come interessi sessuali atipici che diventano disturbi quando causano disagio o danno, includono esibizionismo (mostrare i genitali), feticismo (oggetti inanimati), frotteurismo (strofinarsi su persone non consenzienti), voyeurismo (osservare altri ignari), sadismo e masochismo sessuale (infliggere/subire dolore), pedofilia (attrazione per bambini prepuberi) e travestitismo (indossare abiti del sesso opposto). Queste tendenze sono più frequenti negli uomini e spesso emergono prima della pubertà, con cause neurobiologiche, interpersonali e cognitive.