Il popolo di Atene nell'antichità era chiamato Ateniesi (o Athenaioi in greco antico). Abitanti dell'Attica e discendenti in parte dagli Ioni, si definivano anche Elleni. La società ateniese era strutturata tra cittadini, meteci (stranieri residenti) e schiavi.
La situazione sociale all'interno della città di Atene nel 700 a.C. prevedeva una rigida divisione in classi: i Ghene, ovvero gli aristocratici, chiamati anche eupatrides (figli di padri gloriosi); i Tiasi, ovvero i plebei, e infine i Meteci, che non erano cittadini ma abitavano ad Atene.
Le quattro f. antiche di Atene erano quelle ioniche tradizionali: Argadei, Egicorei, Geleonti e Opleti, tribù che ricorrono anche in città ioniche dell'Asia Minore.
Intorno alla metà del V secolo a.C., nel periodo d'oro della polis ateniese, circa un quarto della sua popolazione maschile era composta da meteci, cioè da stranieri.
Barbaro (in greco antico βάρβαρος, bárbaros, passato in latino come barbarus) è la parola onomatopeica con cui gli antichi greci indicavano gli stranieri (letteralmente i "balbuzienti"), cioè coloro che non parlavano greco, e quindi non erano di cultura greca.