Domanda di: Jack Ferraro | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Secondo una seconda ricostruzione dello stesso autore, i profughi troiani guidati da Enea arrivarono sulle coste del Lazio, dove fondarono una città presso il colle Pallantion a cui diedero il nome di una delle loro donne, Rhome.
Urbs Aeterna (dal latino: “Città Eterna”), dal Libro delle elegie di Albio Tibullo “Romulus aeternae nondum formaverat urbis/moenia.” “Né ancora aveva Romolo innalzato le mura dell'Eterna Urbe”.
(1904) W. Schulze ha fatto derivare il nome della città dal gentilizio etrusco dei Ruma, cui del resto sarebbe affine l'antico nome del Tevere. È la tesi oggi più accolta, mentre sono da respingere le connessioni con il gr. ῥέω «scorrere» o con il nome del fiume Strimone.
La più antica interpretazione risale a Servio, vissuto tra il IV ed il V secolo d.C., il quale sosteneva che il nome "Roma" derivasse da un nome arcaico del Tevere, "Rumon" o "Rumen", la cui radice deriva dal verbo "ruo", ovvero "scorrere", sicché Roma avrebbe significato la "Città sul Fiume".
Una seconda ricostruzione dello stesso autore dice che i profughi troiani guidati da Enea arrivarono sulle coste del Lazio, dove fondarono una città presso il colle Pallantion a cui diedero il nome di una delle loro donne, Rhome.